Una teoria di dolci colline

I monti Lessini occupano la parte alta della provincia di Verona, ma hanno propaggini anche in territorio vicentino: qui formano le valli del Chiampo, dell'Agno e del Leogra, che hanno per capoluogo rispettivamente Arzignano, Valdagno e Schio, e come coronamento i gruppi montuosi della Carega, delle Piccole Dolomiti e del Pasubio. È un territorio di vasta estensione, a partire da Montecchio Maggiore, che sta a segnare l'esordio collinare al margine della strada Padana Superiore. Il paesaggio è caratterizzato prima dal vigneto e poi da un mosaico di coltivi e boschi di antica bellezza.

Gambellara

Gambellara si trova al confine tra Vicenza e Verona, allo sbocco della valle del Chiampo, sulle ultime propaggini dei monti Lessini. Queste morbide ondulazioni, comprese tra 200 e 320 m di quota, hanno suoli di origine vulcanica basaltica, per lo più sotto forma di tufi terrosi e friabili, particolarmente favorevoli alla vite per fertilità e contenuto minerale, cui si devono gli straordinari profumi del vino.

La rinomanza della zona è plurisecolare, e già a metà Ottocento si trova scritto di vigneti «coltivati con tanta perfezione da sembrare giardini». Il vigneto si stende oggi su circa 1000 ettari, buona parte dei quali costituisce la zona classica, di più antica vocazione.
Nel vigneto è protagonista un'uva autoctona, la Garganega, che dà vini bianchi, asciutti e passiti di eccezionale carattere. Le cantine, una ventina in tutto, sono raggiunte dalla strada del vino che tocca i quattro comuni della zona Doc: Gambellara, Montebello Vicentino, Montorso Vicentino e Zermeghedo. Il tracciato si sviluppa entro quello che si può definire un 'parco vinicolo' per la qualità del paesaggio e la presenza di aziende di notevole caratura.

Montecchio Maggiore

Montecchio Maggiore sorge al punto di convergenza stradale delle valli del Chiampo e dell'Agno, quasi a segnare il passaggio dai monti Lessini ai Colli Berici, tant'è che in campo enologico li rappresenta entrambi. Alzando lo sguardo, ecco il primo segno della nobiltà del luogo: due manieri medievali contrapposti, secondo la leggenda l'uno dei Montecchi e l'altro dei Capuleti, ovvero delle famiglie di Romeo e Giulietta, gli innamorati resi celebri da Shakespeare ma nati dalla fantasia del vicentino Luigi da Porto, che proprio da queste parti era nato.
Nel centro del paese si visita il Museo Zannato, con una rassegna che spazia in modo sorprendente dai granchi fossili alle pietre preziose di origine locale.
Ai margini dell'abitato si raggiunge la palladiana villa Cordellina, una delle meraviglie architettoniche della provincia: residenza sontuosa e scenario per un grande ciclo di affreschi di Giambattista Tiepolo, dotata di un bellissimo giardino, oggi teatro di convegni, eventi musicali e banchetti.

I dintorni.
Sulle tracce di Giambattista Tiepolo si attraversano le amene colline di Sovizzo e Creazzo per raggiungere Monteviale e visitare villa Zileri: una grande residenza con pregevoli affreschi del maestro veneziano, circondata da un parco notevole quanto la villa.

Arzignano

Simbolo di Arzignano è la rocca scaligera che sorveglia l'imbocco della valle più occidentale di Vicenza e si staglia compatta fra mura e torri di scuro basalto, la stessa pietra vulcanica della rupe su cui sorge; nel Seicento fu trasformata in residenza dei vicari della Serenissima. La attornia il borgo fortificato, comprendente in bel contrasto la chiesa della Visitazione, edificio candido e slanciato secondo l'uso neoclassico. Nel fondovalle si stende l'abitato con il polo industriale, tra i primi d'Italia nel settore della pelle. Il salotto della cittadina è l'ottocentesca piazza Libertà, con la colonna del Grifo, animale mitologico, metà drago e metà uccello, simbolo del comune; sullo sfondo il palazzo Municipale, che conserva alcune opere del pittore Achille Beltrame, noto al grande pubblico per le copertine della Domenica del Corriere che illustrò per quasi mezzo secolo.

I dintorni.
A monte di Arzignano si trova Chiampo, celebre per i suoi marmi, ma anche per le ciliegie.
Nogarole è località del versante orientale, nota per la produzione del locale caseificio.
L'alta valle del Chiampo, con i comuni di San Pietro Mussolino, Altissimo e Crespadoro, al cospetto delle vette dei Lessini, si segnala per l'allevamento della trota e la produzione di formaggi d'alpeggio, oltre che per la ricchezza di prodotti spontanei come funghi, tartufi, lumache e castagne.

Valle dell'Agno

All'imbocco della valle dell'Agno il nucleo storico di Trissino appare a mezza costa, segnalato dal campanile della chiesa Arcipretale e dal complesso di villa Trissino Marzotto, tra le più suggestive del Veneto. La proprietà comprende due costruzioni settecentesche, separate da scenografiche terrazze: la maestosa Villa Superiore e la Villa Inferiore, diroccata da un fulmine, adattata a rovina romantica.
Ancor più delle costruzioni, tuttavia, a suscitare ammirazione è il parco, di oltre 20 ettari, in alternanza di prati boscati all'inglese e di giardini formali all'italiana, popolato da decine di statue come in un ideale teatro.

Sul versante opposto della valle, in territorio di Castelgomberto, si ammira villa Piovene da Schio, costruita nel 1666 su disegno del vicentino Antonio Pizzocaro, uno dei più valenti prosecutori dell'opera di Palladio. La residenza, con annessa cappella gentilizia, è completata sul retro da una monumentale corte rustica; sul lato opposto si stende il parco, in parte all'italiana e in parte all'inglese, allietato da una peschiera e da sculture.

Più a monte, oltre Brogliano e Cornedo, Valdagno ha sul versante occidentale la parte antica, di carattere settecentesco, mentre all'opposto quella moderna è cresciuta di pari passo con le industrie laniere della Marzotto, episodio urbanistico notevolissimo anche per la suggestione architettonica che a volte ricorda certi quadri metafisici di De Chirico.
Nel centro storico la passeggiata di corso Italia porta a scoprire scorci di belle atmosfere: il duomo di S. Clemente, la piazza del Comune con lo storico caffè Garibaldi, il palazzo Festari, sede di un museo paleontologico e di mostre, e villa Valle-Marzotto, l'architettura più nobile del centro.

Poi, alla testata della valle, si raggiunge Recoaro Terme, in uno scenario che spazia dal fondovalle – tanto verde e rigoglioso da meritarsi l'appellativo di 'Conca di Smeraldo' – a una corona di montagne spettacolari, le Piccole Dolomiti, come le hanno battezzate gli alpinisti con affettuoso rispetto.

Schio

È il capoluogo della val Leogra, che si incunea tra le Piccole Dolomiti e il massiccio del Pasubio, storica via di transito verso Rovereto, in Trentino, attraverso il passo di Pian delle Fugazze. Schio è cittadina di antica fama nella lavorazione della lana, già affermatasi sotto la Repubblica di Venezia ma assurta a importanza internazionale nell'Ottocento grazie alle manifatture dei fratelli Rossi.
La ricchezza che ne è derivata si legge nell'imponente architettura del Duomo neoclassico, ai piedi del quale si erge la statua del Tessitore. Tra le risorse culturali della cittadina rientra anche il Museo all'aperto di Archeologia Industriale, che ha per fulcro la cosiddetta Fabbrica Alta, imponente come una cattedrale, e il quartiere operaio Nuova Schio che la affianca.

I dintorni.
Schio è anche il punto di partenza per escursioni nei luoghi che sono stati teatro di alcune fra le battaglie più cruente della prima guerra mondiale: il riferimento è innanzitutto per il massiccio del Pasubio, al quale si sale lungo la spettacolare Strada delle Gallerie.

A valle del capoluogo, Malo è comune con una singolare varietà museale, dalle attività tradizionali alla grafica contemporanea; inoltre ha avuto recente risalto per il parco letterario dedicato a Luigi Meneghello. Salendo poi a Monte di Malo si percorre l'ultima dorsale dei Lessini, affacciata alla pianura, e si scende a Gambugliano in un quadro collinare davvero pittoresco.

Sempre da Malo, ma inoltrandosi in pianura, si raggiunge Villaverla per visitare l'oasi di Novoledo, formata dalle risorgive del Bacchiglione.

Nell'alta valle del Leogra, superata Torrebelvicino, si raggiunge Valli del Pasubio, comune di antica rinomanza per la produzione della sopressa, il più tipico dei salumi veneti, sorprendente per peso e calibro.

Proseguendo lungo la Pedemontana, si fa tappa a Santorso per visitare villa Rossi e il suo parco storico; infine si raggiunge Piovene Rocchette, che introduce a Velo d'Astico e alla sua verdissima valle, nota soprattutto tra gli appassionati di pesca in torrente.

Il centro che segna l'ingresso nell'alta valle è Arsiero: lungo il solco principale si raggiungono Lastebasse e il confine con Trento; risalendo il versante occidentale si arriva invece all'altopiano di Tonezza e alle valli di Posina e Laghi, appartate località di villeggiatura montana.

 

(testi tratti da Touring Club Italiano)

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