Il Vicentino è terra di campioni del ciclismo: solo per restare a Marostica, da Giovanni Battaglin, vincitore del Giro d'Italia del 1981, a Tatiana Guderzo, campionessa del mondo nel 2009. Ciò premesso, non stupisca la grande vocazione della provincia per le due ruote, come mezzo di locomozione abituale ma anche per cicloturismo.
Sulle colline di Marostica inoltre si snoda uno dei tracciati più classici delle competizioni su strada, la Salita della Rosina, che prende il nome da una storica trattoria di Valle San Floriano: poco più di 2 km, ma davvero spezzagambe, da ripetere a circuito, tanto da essere diventata una sfida tentatrice per gli appassionati che amano tornare sulle strade del Giro d'Italia.
Per i ciclisti di gamba meno ambiziosa la grande opportunità viene dalla Ciclopista del Brenta, che percorre tutta la Valsugana, dalle sorgenti sul lago di Caldonazzo fino a Bassano del Grappa: 80 km su sedime proprio, con pendenze leggere, punti di assistenza e la confortante alternativa del treno per ritornare al punto di partenza.

Sempre nella valle del Brenta, a Valstagna, paese di boscaioli che nei secoli andati facevano scendere il legname lungo il fiume, oggi si praticano la canoa a livelli agonistici e il rafting come passatempo adrenalinico. Al posto delle zattere d'un tempo oggi si usano robusti gommoni sui quali prende posto una dozzina di persone dotate di pagaia, oltre che di muta stagna, giubbotto salvagente e casco, con l'istruttore che lascia all'equipaggio l'illusione di dirigere il natante. Si incomincia dove l'acqua è ragionevolmente calma e, giusto il tempo per prendere confidenza con la voga, ci si ritrova nel vivo della corrente, tra sobbalzi e scivolate, impennate e vortici, 10 km in tutto ma da vero batticuore; poi a poco a poco l'acqua si acquieta e l'equipaggio si ricompone sotto l'occhio sornione del nocchiere.

 

(testi tratti da Touring Club Italiano)

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