Ai piedi del grande altopiano

Si tratta delle colline che accompagnano il bordo inferiore dell'Altopiano di Asiago, per protendersi poi verso le valli dell'Astico e del Brenta. Da Thiene a Marostica si scopre un distretto celebre per i vini di Breganze e per l'offerta gastronomica.
Ogni stagione ha la sua attrattiva, sempre sapendo che oltre il crinale l'Altopiano dei Sette Comuni offre paesaggi indimenticabili e ogni sorta di attività di montagna.

Thiene

Thiene è uno dei centri più rilevanti della provincia di Vicenza e deve il suo rango alla particolare collocazione geografica, laddove la Pedemontana incrocia la valle dell'Astico, che per secoli ha rappresentato uno dei canali di comunicazione della pianura veneta con la valle dell'Adige e i Paesi di lingua tedesca. Fondata in età romana, Thiene fu centro vescovile, libero comune e caposaldo imperiale sotto gli Ezzelini; passata alla Repubblica di Venezia, dal 1492 ebbe titolo di città per alti meriti di guerra, con privilegio di tenere una Fiera Franca, come si ricorda ancor oggi ai primi di ottobre in una spettacolare rievocazione storica. Lo straordinario vantaggio che ne derivò per commerci e traffici è alla base di una ricchezza che ha secolare punto di forza nell'agroalimentare, e nella casearia in particolare.

L'abitato si stringe intorno all'emblematica villa Da Porto-Colleoni, meglio conosciuta come il castello di Thiene, un ibrido architettonico tra la rocca medievale e il palazzo veneziano, significativo della transizione che un secolo più tardi porterà alla nascita della villa palladiana. Di proprietà privata, svetta oltre un alto muro merlato, ma frequenti sono le occasioni per varcare il portone d'accesso: nelle festività o su prenotazione, o anche in occasione di eventi mondani che ne 'invadono' ambienti e giardino.

Il castello è stato anche location cinematografica nel 2004, per Il mercante di Venezia di Michael Radford, con Al Pacino e Jeremy Irons. Suggestivi gli interni, con una sala interamente affrescata da Giovanni Battista Zelotti e Giovanni Antonio Fasolo, i due più importanti allievi di Paolo Veronese. Tra le adiacenze, la scuderia con 32 stalli separati da colonne con putti marmorei, progettata da Francesco Muttoni, e la grotta con peschiera di Cristoforo Sorte. Di là dalla strada, al margine di piazza Ferrarin, la chiesetta della Natività, di forme gotiche.
A dominare il tutto, la Torre Civica, detta anche 'campanile del Serlio', eretta su disegno di Sebastiano Serlio, attivo a Venezia nella prima metà del Cinquecento e che tanta influenza ebbe nella formazione di Andrea Palladio. L'imponente torre a canna quadrata è posta a suggello dell'allungata piazza Chilesotti, e con un arco alla base risolve in modo ardito il passaggio nell'adiacente piazza del Duomo. Tre spazi concatenati a formare uno scenario urbano che dà il meglio quando il selciato viene occupato dalle bancarelle delle fiere e le superfici tutt'intorno vengono sottolineate dalle luci, come in un grande teatro en plein air.

Lugo di Vicenza

Da Thiene si sale verso le Bregonze, pittoresche colline che rivelano un'anima vulcanica tra le pieghe della vegetazione: Calvene, Carrè, Chiuppano, Lugo di Vicenza e Zugliano sono i comuni da scoprire. Il più noto è Lugo, per la presenza di due ville palladiane Patrimonio dell'Umanità Unesco, erette una di fronte all'altra in una romanzesca sfida tra famiglie.

Villa Godi Malinverni è probabilmente la prima architettura di rilievo di Andrea Palladio, che nel 1537 ha solo 29 anni. L'edificio ha ancora una fisionomia vagamente castellana, ovvero un volume compatto con una loggia su un'alta scalea, a conferma che si tratta di un passaggio verso una diversa concezione della villa. All'interno è notevole la decorazione affrescata a soggetto mitologico. Nella parte anteriore si apre un articolato giardino pensile e sul retro si trova una sorta di giardino segreto con vista sul parco, progettato nel 1852 dal celebre paesaggista Antonio Caregaro Negrin. Interessante il museo di fossili allestito in un padiglione con sorprendenti reperti di provenienza locale.

Villa Piovene viene inaugurata due anni dopo, nel 1539. A così breve distanza, questo edificio è già compiutamente palladiano: un corpo centrale 'a tempio' e due rustici simmetrici con ampio portico, di aggiunta settecentesca. Per l'intervento finale si fa il nome dell'architetto paesaggista Francesco Muttoni, al quale forse si deve anche la sistemazione del parco. Il versante antistante la villa è scandito da quattro terrazze con una scalea conclusa da un fastoso portale. Dietro la villa si scopre un giardino privato, ricco di essenze. Nella parte posteriore della tenuta si sviluppa il parco romantico, introdotto da un viale di tigli che si perde in un bosco con grotte e scorci pittoreschi.

Breganze

La cittadina di Breganze è annunciata da un campanile altissimo – ben 90 m –, secondo solo a quello della basilica di S. Marco a Venezia: dettaglio che mette in risalto il rango storico di una comunità che vanta la secolare presenza di famiglie tra le più facoltose del Vicentino. A indirizzarle tra queste colline, l'ambizione di possedere vigne già decantate nelle cronache medievali, tutelate oggi dalla Doc Breganze.
Altro caratteristico elemento architettonico sono le colombaie – secondo alcuni retaggio delle torri medievali, secondo altri elementi tipici delle ville palladiane –, alle quali sono associati l'allevamento e lo spiedo del piccione 'torresano', il vero protagonista dell'offerta gastronomica locale e di importanti manifestazioni di piazza.

I dintorni.
Da Breganze si sale verso Fara Vicentino e Salcedo per raggiungere Lusiana, il più meridionale tra i comuni dell'Altopiano di Asiago, con una sorprendente varietà d'interessi: dal Museo Etnografico Palazzon, dedicato all'artigianato della paglia e alla casearia d'alpeggio, al Parco del Sojo, percorso d'arte contemporanea in uno scenario naturale a dir poco suggestivo, per tacere delle opportunità escursionistiche in materia di natura e archeologia.
All'opposto, da Breganze si scende verso Montecchio Precalcino, che prende nome da uno scampolo collinare assurgente dalla pianura, prodigo di vini eccellenti.

Marostica

Fin dalla colonizzazione romana Marostica si afferma come caposaldo militare strategico tanto per Bassano, per la difesa della città, quanto per Vicenza, come avamposto pedemontano. Nel 1311 la cittadina perviene agli Scaligeri, signori di Verona, che rafforzano le fortificazioni intorno ai due poli del colle Pausolino, dove sorge la Rocca (o Castello Superiore), e del passaggio della strada, sorvegliata dal Torrione, fulcro del Castello Inferiore. Nel 1372 hanno inizio i lavori che in soli tre anni collegano i due caposaldi con oltre 1700 m di mura merlate, alte tra gli 8 e i 10 m, e intervallate da 22 torri. Tale sistema di difesa viene mantenuto in efficienza anche dopo il 1404, data della dedizione di Vicenza alla Repubblica di Venezia e di sostanziale pacificazione della regione. Nonostante l'inadeguatezza di fronte all'evoluzione bellica e i danni del tempo, la cinta castellana ha rischiato l'abbattimento solo in epoca moderna, quando sul finire dell'Ottocento non poche città murate furono spogliate delle loro difese per favorire l'espansione edilizia e il traffico. A Marostica, fortunatamente, è prevalso il principio della conservazione, fino ai più recenti restauri che hanno restituito l'intera cinta alla visita.

Varcata la porta, si apre alla vista la piazza con il Doglione (o Castello di Mezzo) sullo sfondo, e le case porticate sui lati lunghi. Questo è lo scenario della celebre Partita a Scacchi a personaggi viventi, che si tiene negli anni pari a memoria di una leggendaria disfida, e del pittoresco mercatino dell'antiquariato che si ripete con cadenza mensile. Il centro ha una gradevolissima atmosfera d'altri tempi, vivace ma senza fretta, con la gente che passa di bottega in bottega lungo i portici e poi indugia a chiacchierare. Le sorprese arrivano quando si consultano l'elenco dei musei – dalla storia locale all'ornitologia – e il calendario delle manifestazioni, fitto di appuntamenti di svariato genere.
Uno dei più attesi è la Festa delle Ciliegie, che ogni anno anima la tarda primavera con un mercato e un sorprendente contorno gastronomico: prodotto di antica tradizione locale, oggi tutelato dall'Indicazione Geografica Tipica, la marostegana è la regina delle colline, che in aprile si ammantano di bianco e tra maggio e giugno si animano di fiere e manifestazioni.

Valstagna

Il Brenta nasce dai laghi di Caldonazzo e Levico, e nel primo tratto disegna la grande curva della Valsugana tra le pendici dell'Altopiano di Asiago e la catena del Lagorai; poi infila la stretta di Primolano, confine naturale sorvegliato dal Covolo di Butistone, grotta anticamente trasformata in fortezza. Per secoli qui c'è stata dogana fra l'Austria e la Repubblica di Venezia. Oggi è il punto di passaggio dal Trentino al Veneto e cambia il paesaggio: il fiume scorre tra versanti quasi verticali e la valle prende il nome di Canale di Brenta. Una trentina di chilometri densi di emozioni: da Primolano al Tombion, uno stretto passaggio tra bastioni rocciosi, con il fiume che rumoreggia tumultuoso; poi la conca dolomitica di Cismon, che dà nome al principale affluente del Brenta; quindi un passaggio tortuoso, sotto lo sguardo di contrade a mezza costa, ed ecco Valstagna, nobile borgo sulle ondulazioni della riva, con un'antica storia di fedeltà alla Serenissima, oggi ben noto agli appassionati di canoa e rafting. Qui si visitano due musei etnografici: uno riguardante il Canale di Brenta e l'altro il tabacco, per secoli una delle colonne economiche della valle (e oggetto di contrabbando).

I dintorni.
Un modo per rivivere l'epopea di mercanti e malandrini è ripercorrere l'Alta Via del Tabacco, che riserva scenari emozionanti. Il fondovalle è invece particolarmente adatto al cicloturismo, grazie a tracciati protetti, vari ponti e, non ultima, la ferrovia. Tra le mete più apprezzate, le suggestive Grotte di Oliero, in corrispondenza di due risorgive carsiche che scaturiscono alla base dell'Altopiano di Asiago, con un'area attrezzata di circa 5 ettari, in parte mantenuta a bosco naturale e in parte allestita a giardino botanico.

 

(testi tratti da Touring Club Italiano)

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