Dove l'arte sposa la natura

I Colli Berici sono la formazione collinare che muove la pianura proprio a sud di Vicenza. Di natura calcarea, hanno fisionomia e flora particolari e vantano presenze che rendono il paesaggio impareggiabile: antichi centri abitati sullo sfondo di vigne e coltivi e ville palladiane di stupefacente bellezza. È un distretto ideale per il turismo in bicicletta e per l'escursionismo nelle sue varie forme. La scoperta di questo territorio ha come direttrice privilegiata la sinuosa strada pedecollinare, che rivela sempre nuovi scorci in un itinerario qualificato anche da una forte valenza enogastronomica.

Monte Berico e Arcugnano

I Colli Berici sono attraversati dalla strada provinciale 19 Dorsale dei Berici che sale al santuario della Madonna di Monte Berico, uno dei maggiori centri di devozione mariana d'Italia, nonché complesso monumentale notevole per architettura e corredo artistico. Di fronte al santuario si apre il piazzale della Vittoria, aperto nel 1924 per commemorare i caduti della prima guerra mondiale: lungo 110 m, largo in media 60, è bordato da una balaustra in pietra che indica gli elementi di spicco dell'eccezionale panorama, a partire dalle vette dell'arco montuoso che furono teatro della Grande Guerra.

Superato il santuario, si prosegue nella salita sfilando davanti a villa Guiccioli, dimora settecentesca – oggi sede del Museo del Risorgimento e della Resistenza (www.museicivicivicenza.it) – circondata da un parco romantico. La provinciale prosegue lungo la dorsale offrendo belle vedute sui versanti opposti: verso nord-ovest, sulla pianura di Montecchio Maggiore, avendo come sfondo la cresta inconfondibile delle Piccole Dolomiti di Recoaro; verso sudest, sulla pianura solcata dal Bacchiglione e sui Colli Euganei.

La strada raggiunge l'abitato di Arcugnano, sede del comune che occupa il settore centrale dei Colli. Tra le ville che sorgono nel suo territorio spicca, proprio lungo la strada, villa Salasco, grande residenza d'impronta palladiana progettata nel 1770 da Ottavio Bertotti Scamozzi.
La Dorsale dei Berici prosegue poi lungo la dorsale per circa 15 km: dapprima tocca le frazioni di Perarolo e San Gottardo, quindi scende verso Barbarano Vicentino, dove si trova l'incrocio con la provinciale 247 Riviera Berica.

 

 

 

Longare

La Riviera Berica lascia Vicenza in direzione sud al cospetto dell'Arco delle Scalette, eretto nel 1595 su progetto di Andrea Palladio per dare degna cornice alla più antica via d'accesso al santuario di Monte Berico. In breve la strada sfila davanti alla più celebre delle opere palladiane, villa Almerico Capra, detta la Rotonda, sullo sfondo – citando Antonio Fogazzaro, che qui scrisse Piccolo mondo moderno – della pittoresca "Valletta del Silenzio". Sulla vicina dorsale di San Bastiano risalta invece villa Valmarana ai Nani, decisamente unica non solo per i cicli di affreschi di Giambattista Tiepolo nella residenza, a soggetto mitologico ed epico, e del figlio Giandomenico nella foresteria, a temi di fantasia, ma anche per la lunga teoria di sculture cui si deve la curiosa denominazione della villa.

La Riviera Berica prosegue lungo il bordo orientale dei Colli Berici entrando nel territorio del comune di Longare. Passato il capoluogo, con la palladiana parrocchiale di S. Maria Maddalena, si devia leggermente per raggiungere la frazione di Costozza, dove piazza Giovanni da Schio è fulcro di una zona monumentale di rara suggestione: all'attenzione si impone subito il complesso settecentesco delle ville da Schio, che appaiono in alto, sullo sfondo di uno spettacolare giardino a terrazze. Alla nobiltà dello scenario della piazza contribuiscono inoltre la seicentesca villa Trento e il padiglione detto villa Eolia, che presentano l'inusitata caratteristica di sfruttare le correnti d'aria del sottosuolo ricco di grotte per l'aerazione degli ambienti. Sopra l'abitato si trova il Cogolo da Schio, un sistema di cave sotterranee attive dall'epoca romana all'Ottocento per l'estrazione della ricercata pietra di Costozza.

Proseguendo lungo la pedecollinare si perviene a Lumignano, ultima frazione di Longare, che innalza l'altissimo campanile sullo sfondo di un'imponente parete rocciosa: a un esame attento questa rivela il suo remoto passato di barriera corallina, quando i Colli Berici spuntavano come un arcipelago dal mare che ricopriva la Pianura Padana. Incastonato nella roccia si scorge il medievale eremo di S. Cassiano, meta di una facile escursione nel bosco.

Dalla Riviera Berica si devia sulla sinistra passando sulla sponda opposta del Bacchiglione e seguendo poi il corso del fiume alla volta di Montegalda. L'abitato si stende ai piedi del colle sul quale sorge il castello Sorlini, fortezza di remota fondazione trasformata in residenza nel Settecento. Nei pressi dell'abitato si trova villa Fogazzaro Colbachini, costruita nel 1846 per Antonio Fogazzaro dall'architetto Antonio Caregaro Negrin su un edificio più antico; oggi la villa ospita il Museo Veneto delle Campane della celebre fonderia Colbachini, sullo sfondo di un parco pittoresco.
Per ritornare poi sulla Riviera Berica si può proseguire lungo la provinciale di Villaganzerla fino a Ponte di Castegnero.

 

 

 

Nanto

La Riviera Berica prosegue nel suo tracciato alle falde dei Colli Berici raggiungendo Castegnero, fondata su un antico castelliere – donde il nome – al centro di una zona di tradizionale coltura del ciliegio. Scollinando si perviene a Nanto, comune che ha dato il nome a una pietra da costruzione molto particolare, prediletta da Andrea Palladio e dai suoi eredi per la realizzazione di tutte quelle parti – cornici, architravi, modiglioni – chiamate a risaltare sulle superfici bianche tipiche dell'architettura palladiana. Le cave, spesso sviluppate nel sottosuolo dei Colli, sono oggi meta di visite guidate e sede di numerosi eventi.
Una strada s'inoltra tra le ondulazioni, attraversando la zona di più tradizionale vocazione olearia dei Berici. Proseguendo lungo la Riviera Berica si entra nel territorio di Mossano: sullo sfondo dei Colli si scorge, isolata nel verde, villa Pigafetta Camerini, notevole esempio di architettura barocca, un caso a sé in un contesto come quello vicentino, per lo più palladiano.

 

Barbarano Vicentino

La strada tocca poi Barbarano, che può essere considerata il capoluogo storico di questo settore della campagna vicentina. Lo testimonia, a ridosso della piazza, il gotico palazzo dei Vicari, detto anche dei Canonici: è un edificio quattrocentesco di forme gotiche veneziane, rappresentativo del tempo in cui il vescovo di Vicenza amministrava ampi possedimenti in questa zona, con specifico interesse per la produzione vinicola. Non a caso, ancora oggi il comune dà il nome alla produzione d'eccellenza del Tai Rosso, il vino più caratteristico dei Colli Berici. Allontanandosi dall'abitato si sfila davanti a villa Godi Marinoni, detta il Castello, da cui si gode un'eccezionale vista sui vigneti e i coltivi circostanti.

I dintorni.
Si scende ora verso Villaga, uno dei centri più caratteristici della Riviera Berica. Il capoluogo occupa la testata di una valle interamente tappezzata dai vigneti, impreziosita da ville e da antiche fattorie con portici e colombaie.
Suggestive anche le località minori: la più interna è Pozzolo, verso la quale si sale con qualche tornante per scoprire una campagna incorniciata da una ricca vegetazione che d'autunno s'infiamma di mille colori. Poi Toara, formatasi al piede della collina attorno al grande nucleo di villa Piovene, sede di una delle cantine più titolate della zona; infine, Belvedere, su un colle isolato che domina la pianura, con i resti di un antico castello.

Orgiano

L'abitato si sviluppa a margine della grande tenuta di villa Fracanzan Piovene, costruita nel 1700 da Francesco Muttoni. Il complesso è costituito da una residenza dominicale a blocco isolato, dall'imponente rustico porticato che la affianca, la cosiddetta 'barchessa' – all'interno della quale è allestito il Museo Vita quotidiana e Lavoro in villa – e da una serie di edifici accessori al servizio della grande tenuta agricola. Caratteristica è la facciata della villa, con l'alta loggia cui corrisponde un fastoso salone, e un tipico fastigio barocco che dissimula l'abbaino. Di fronte alla dimora, oltre il giardino formale e le peschiere, si sviluppa il viale alberato che attraversa la campagna, mentre sul retro, oltre la strada, la proprietà si estende fino alla collina coperta dai vigneti.

I dintorni.
Comuni limitrofi e di analoga atmosfera sono Alonte, Sossano e Campiglia dei Berici. Più a sud, nella bassa pianura, si transita per Noventa Vicentina, con la scenografica villa Barbarigo nel centro dell'abitato, per raggiungere villa Pojana, tra le architetture più significative di Andrea Palladio.
Lasciando invece Orgiano lungo la provinciale Bocca d'Ascesa si compie una suggestiva traversata dei Colli: dapprima s'incontra San Germano dei Berici, con l'importante villa Dal Ferro sullo sfondo di una valle intensamente coltivata, poi Grancona, Zovencedo e Brendola, nel mosso scenario dell'entroterra collinare.

Lonigo

Il capoluogo storico del settore sudoccidentale del territorio vicentino è un centro commerciale e vinicolo di antica tradizione, legato alla famiglia veneziana dei Pisani, che l'ebbero in amministrazione al tempo della Serenissima. La loro residenza, palazzo Pisani, eretto nel 1556, si affaccia sulla centrale piazza Garibaldi, tradizionale luogo d'incontro dei leoniceni.
Isolata su un colle poco distante da Lonigo spicca invece villa Pisani Ferri, detta la Rocca Pisana, commissionata nel 1576 a Vincenzo Scamozzi, erede spirituale di Palladio.

I dintorni.
Percorrendo la strada alla volta di Cologna Veneta si raggiunge in breve la frazione di Bagnolo, dove si ammira una delle più significative architetture di Palladio, villa Pisani Bonetti, del 1542. Poco distante, a Monticello di Fara, lungo la strada di collegamento con Montebello Vicentino, si nota invece villa da Porto, nota come la Favorita, interessante architettura palladiana del 1715 dovuta a Francesco Muttoni.

 

(testi tratti da Touring Club Italiano)

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