Cismon del Grappa

Cismon sorge sul versante orientale della valle del Brenta e prende nome dal principale affluente di questo fiume, che per secoli è stato una via d'acqua fondamentale per le attività forestali del Grappa e del Primiero. Qui infatti al tempo della Serenissima convergevano dalle montagne circostanti i tronchi d'albero che poi venivano affidati alla corrente del Brenta e destinati all'Arsenale di Venezia. Di questa realtà si trova riscontro nel rango architettonico dell'abitato, ulteriormente nobilitato dallo sfondo dolomitico. Monumento di rilievo è il santuario della Beata Vergine del Pedancino, che ospita spesso concerti di musica sacra.
Notevole attrazione è anche il Covolo di Butistone, cavità naturale trasformata in roccaforte per la sua posizione a picco sul Brenta.

I dintorni.
Percorrendo la sponda alla volta di Bassano, si attraversa San Nazario e si sosta a Solagna, dove la chiesa di S. Giustina risalta sul grazioso lungofiume con diverse case seisettecentesche, talora affrescate: all'interno della chiesa, notevole la statua lignea policroma di S. Anna con Maria bambina, del bellunese Andrea Brustolon, maestro della scultura barocca.
Poi, con un certo stupore si scoprono gli uliveti di Pove del Grappa, documentati fin dal medioevo, che prosperano a una latitudine da primato grazie alla singolare combinazione climatica che si verifica sullo spigolo sudoccidentale del massiccio.

Bassano del Grappa

Bassano ha nelle sue origini l'acqua e la roccia. L'acqua è quella del Brenta, che percorre la Valsugana fino a incontrare la città al suo sbocco in pianura; da qui poi scende verso Padova e tramite un naviglio sbocca in laguna presso Venezia, con tutto quello che ciò ha comportato in materia di commerci e villeggiature. La roccia è quella del monte Grappa, luogo sacro alla patria per le battaglie che vi ebbero teatro nella Grande Guerra. Bassano è ufficialmente città dall'anno 998 e deve la sua fortuna alla posizione strategica, nel punto in cui la strada della Valsugana, collegamento tra Veneto e Trentino, incrocia la Schiavonesca, che da Vicenza portava oltre il Piave nell'estremo Nord-Est. Il centro storico è sovrastato da una sorta di acropoli medievale, rappresentata dal castello, che racchiude il Duomo nella sua prima cinta murata.
Nel cuore dell'abitato, un sistema di spazi contigui: in mezzo, piazza Libertà, con la Loggia del Comune e il grande orologio a quadrante azzurro; da una parte, il piazzotto Monte Vecchio, con case affrescate e l'antico banco dei pegni; dall'altra, piazza Garibaldi, all'ombra della Torre Civica e tangente al complesso monastico, oggi polo museale, di S. Francesco. Sul fiume si stende il Ponte Vecchio, simbolo della città, rifatto più volte nei secoli, ma dal Cinquecento a oggi sempre mantenuto nella struttura lignea ideata da Andrea Palladio, la migliore per resistere alle piene.

I dintorni.
Da Bassano si volge lo sguardo al monte Grappa, che s'innalza fino a 1775 m di quota segnando il confine delle province di Vicenza, Treviso e Belluno. La principale via d'accesso al massiccio, nota come Strada Cadorna, tocca l'impressionante Sacrario di Cima Grappa e quindi discende verso Seren e Feltre.

Nove

Nove e Bassano del Grappa sono comuni confinanti e praticamente tutt'uno quando si parla di ceramica d'arte. I riscontri storici parlano del Quattro-Cinquecento come periodo d'esordio e del Seicento come momento di grande fioritura. Nome particolarmente celebre è quello degli Antonibon di Nove, che nel 1727 fondano una fabbrica destinata a un primato assoluto in Italia, in costante confronto con le grandi manifatture d'Europa – specie inglesi e olandesi – ma anche nella sfida a distanza con la porcellana cinese. A Nove si visita il Museo della Ceramica di palazzo De Fabris, di allestimento moderno, attorno alla piazza omonima, cuore della cittadina. E poi, quello che si può considerare un vero museo diffuso: decine di fabbriche e laboratori, per non dire delle botteghe d'antiquariato, dove c'è solo l'imbarazzo della scelta e la certezza di fare buoni acquisti.

I dintorni.
Con un breve allungo, da Nove si raggiunge Cartigliano: qui il primo motivo d'interesse è offerto dalla scenografica villa Morosini-Cappello, sullo sfondo della quale negli anni dispari si tiene una rievocazione storica; poi merita una visita il Parco Faunistico Cappeller, impegnato in progetti di conservazione di specie a rischio d'estinzione.

 

(testi tratti da Touring Club Italiano)

Logo veneto.eu